Introduzione
Sin dalla nascita del diritto societario dell’Unione europea, i notai hanno svolto un ruolo fondamentale nel suo funzionamento. Questo ruolo si è ampliato nel corso degli anni ed è stato ulteriormente esteso dalla recente direttiva (UE) 2025/25. Sebbene gli Stati membri dell’Unione abbiano regole diverse in materia di diritto commerciale, i compiti dei notai sono abbastanza simili in tutti gli ordinamenti nei quali sono coinvolti in operazioni societarie. In sostanza, essi operano come gatekeeper nell’applicazione delle norme imperative e come facilitatori nella realizzazione di operazioni giuridicamente complesse.
Il ruolo dei notai nel diritto societario degli Stati membri dell’Unione europea
Non tutti gli Stati membri dell’UE ricorrono ai notai nelle operazioni societarie, né conoscono il concetto di atto pubblico. Per questo motivo, il diritto dell’Unione non può imporre l’intervento notarile in via generalizzata. In alcuni Paesi, infatti, i compiti che alcuni ordinamenti – come quello italiano – affidano al notariato sono svolti da altre autorità, giudiziarie o amministrative. Emblematico è il caso della versione originale della prima direttiva in materia di diritto societario, che faceva riferimento all’«atto pubblico», concetto talmente estraneo al diritto danese che la versione danese di tale direttiva utilizzava il termine francese «acte authentique», in mancanza di un equivalente funzionale.
In altri Paesi, ad esempio in Francia, i notai sono professionisti stimati, ma svolgono un ruolo secondario nelle operazioni societarie, limitato agli atti che riguardano direttamente o indirettamente beni immobili oppure che sono legati a pratiche successorie o che sono relativi ai regimi patrimoniali della famiglia.
In un terzo gruppo di Stati membri, come la Germania e la Spagna, è richiesto l’atto notarile per le operazioni societarie più importanti, come gli atti costitutivi, le modifiche statutarie, i trasferimenti di quote, le trasformazioni, le fusioni e le scissioni. In questi ordinamenti, tuttavia, il controllo di legalità è effettuato soprattutto dai tribunali o dai registri delle imprese e, di conseguenza, i notai svolgono i loro compiti di controllo e assistenza di concerto con le autorità giudiziarie o amministrative.
Infine, in alcuni Paesi, come il Belgio, il Lussemburgo e i Paesi Bassi, ai notai è attribuita – in via quasi esclusiva – la competenza di verificare la legalità delle operazioni societarie. Come accade in larga misura anche in Italia, in questi ordinamenti l’autorità giudiziaria e i registri delle imprese non sono quindi chiamati a svolgere un controllo preventivo di legalità sugli statuti e sulle diverse operazioni societarie.
Il ruolo dei notai nel diritto societario dell’Unione europea
Come accennato, il diritto dell’Unione europea impone agli Stati membri di assicurare controlli preventivi – giudiziari, amministrativi o notarili – sugli atti costitutivi, le modifiche statutarie e le operazioni straordinarie. Questa impostazione fu adottata per la prima volta dalla direttiva 68/151/CEE del 9 marzo 1968, il cui articolo 10 stabiliva che gli Stati membri la cui legislazione non avesse previsto, all’atto della costituzione, un controllo preventivo amministrativo o giudiziario avrebbe dovuto richiedere la forma dell’atto pubblico per gli atti costitutivi, gli statuti e le loro modifiche. Successivamente, questa disposizione è stata codificata nell’articolo 10 della direttiva (UE) 2017/1132 ed è rimasta pressoché immutata fino al 2025.
Dopo questo primo riconoscimento, il ruolo dei notai nel diritto societario dell’Unione europea è stato ribadito anche nelle regole sulle fusioni e le scissioni nazionali (cfr. ora gli articoli 102 e 148 della direttiva (UE) 2017/1132). Queste disposizioni prevedono infatti che, qualora la legislazione di uno Stato membro non richieda per le fusioni o le scissioni un controllo preventivo di legalità di natura giudiziaria o amministrativa, i verbali delle assemblee che deliberano la fusione o la scissione e, se del caso, l’atto di fusione o di scissione successivo alle assemblee, debbano essere redatti in forma pubblica. Inoltre, il notaio o l’autorità competente che redige detti atti pubblici deve verificare e certificare l’esistenza e la legalità degli atti e delle formalità richiesti alla società interessata.
Il ruolo dei notai è stato riconosciuto anche nel regolamento (CE) n. 2157/2001 del Consiglio relativo allo statuto della Società europea (SE), agli articoli 8, paragrafo 8, 25, paragrafi 2 e 3 e 26, paragrafo 1, e nel regolamento (CE) n. 1435/2003 del Consiglio relativo allo statuto della Società cooperativa europea (SCE), agli articoli 7, paragrafo 8, 29, paragrafi 2 e 3, e 30, paragrafo 1.
Va poi ricordato che, più recentemente, il ruolo dei notai è stato riconosciuto anche in due importanti direttive, vale a dire nella direttiva (UE) 2019/1151 sull’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario e nella direttiva (UE) 2019/2121 sulle trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere.
Tra gli sviluppi più recenti del diritto societario unionale, infine, merita particolare attenzione la direttiva (UE) 2025/25, volta ad ampliare e potenziare l’uso di strumenti e processi digitali in materia societaria. Tale direttiva ha riformulato l’articolo 10 della direttiva (UE) 2017/1132 sopra richiamato, rafforzando i controlli preventivi effettuati dai notai e chiarendo che gli Stati membri possono prevedere una combinazione di controlli amministrativi, giudiziari o notarili.
L’iniziativa «EU Inc.»
In questo contesto, che nel corso di oltre cinquant’anni ha visto un crescente riconoscimento del ruolo del notariato nel diritto societario unionale, una proposta della Commissione europea (presentata il 18 marzo 2026) rischia di compromettere l’efficacia dei controlli preventivi, almeno per quanto riguarda un nuovo tipo di società, vale a dire l’«EU Inc.».
Questa nuova società di capitali potrà essere creata in 48 ore, e con essa la Commissione punta a ridurre i costi e ad aumentare la competitività delle imprese dell’Unione europea.
Sebbene detta proposta consenta agli Stati membri di mantenere la funzione dei notai come gatekeeper nel diritto societario, ne riduce la portata e l’intensità e, in alcuni casi, limita espressamente l’intervento notarile. Questa iniziativa, inoltre, solleva interrogativi sull’efficacia dei controlli antiriciclaggio e, più in generale, sulla compatibilità di questo nuovo tipo di società con il diritto di molti Stati membri.
Nonostante questi problemi, il Consiglio dell’Unione e il Parlamento europeo, quali colegislatori, potranno migliorare il testo attualmente in discussione o, qualora non si raggiunga un accordo, anche decidere di respingere la proposta. È quindi importante che gli Stati membri e gli eurodeputati tengano ben presente che l’affidabilità garantita dai controlli preventivi effettuati dai notai rappresenta un vantaggio competitivo dell’Unione europea, perché rafforza la fiducia reciproca tra Stati membri, facilita le operazioni nazionali e transfrontaliere e contribuisce a prevenire i rischi di riciclaggio di denaro.
