{"id":5176,"date":"2014-03-25T00:00:00","date_gmt":"2014-03-24T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/192.168.2.57\/index.php\/2014\/03\/25\/home_n1_2014-4\/"},"modified":"2024-07-02T11:23:58","modified_gmt":"2024-07-02T09:23:58","slug":"home_n1_2014-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/2014\/03\/25\/home_n1_2014-4\/","title":{"rendered":"Social Network"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-content\"><p>&#8220;Il computer non \u00e8 una macchina intelligente che aiuta le persone stupide,<br \/>anzi \u00e8 una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti.&#8221;<br \/><strong>Umberto Eco<\/strong>, <em>Come scrivere una tesi di laurea con il personal computer<\/em>, 1986 (prefazione).<\/p>\n<div>Il termine \u201csocial network\u201d identifica oggi qualunque servizio che &#8211; quale funzione primaria &#8211; consente od agevola l\u2019organizzazione e la gestione via internet di una parte delle proprie relazioni sociali, attraverso la possibilit\u00e0 di creare e condividere contenuti o conversazioni.<br \/>I&nbsp;social network si suddividono tradizionalmente nelle seguenti categorie:<br \/><em><br \/>&#8211; generalisti<\/em>: caratterizzati dal non avere un tema specifico o uno scopo preciso che non sia quello di far \u201csocializzare\u201d i propri iscritti (i pi\u00f9 popolari sono senza dubbio Facebook e Twitter);<br \/><em>&#8211; tematici<\/em>: destinati a trattare un unico tema (es. Linkedln per tematiche professionali e per il business);<br \/><em>&#8211; funzionali<\/em>: nel cui ambito rientrano i servizi che, pur avendo un\u2019anima generalista nei contenuti, si distinguono perch\u00e9 ruotano attorno ad un tipo specifico di contenuti (es. YouTube per i video, Flickr per le foto, ecc.).<br \/>&nbsp;<\/div>\n<div>Ecco un dettaglio dei principali:<br \/>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Facebook&nbsp;<\/strong><strong>(<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.facebook.com\/<\/a>)<\/strong><\/div>\n<div>Rappresenta l\u2019affermazione del modello di social network su scala globale. Nasce nel 2004 con l\u2019idea di trasporre online l\u2019annuario scolastico. Sei anni dopo Facebook era divenuto il secondo sito pi\u00f9 visitato al mondo dopo Google ed aveva pi\u00f9 di 500 milioni di utenti attivi in tutto il mondo. Si tratta del social network pi\u00f9 versatile: \u00e8 un aggregatore di persone e di contenuti, fotografie, video, notizie, \u00e8 un sistema di messaggistica istantanea, \u00e8 un sistema di posta, \u00e8 un modo per ritrovare o restare in contatto con amici, parenti o persone lontane, e molto altro ancora.<\/div>\n<div>Si tratta di un network che potremmo definire \u201cbidirezionale\u201d in quanto il contatto tra due persone avviene mediante una versione \u201cdigitale\u201d del concetto reciproco di amicizia. Al fine di creare, quindi, un legame tra due profili in Facebook \u00e8 necessario che un soggetto chieda l\u2019amicizia ad un altro, ma anche che quest&#8217;ultimo la conceda.<br \/>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Twitter<\/strong>&nbsp;<strong><u>(<\/u><\/strong><strong><a href=\"https:\/\/twitter.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/twitter.com\/<\/a><\/strong><strong>)<\/strong><\/div>\n<div>\u00c8 un servizio di scambio di messaggi fondato nel 2006 che consente di inviare messaggi di 140 caratteri, per condividere un pensiero, una notizia o un link. Si tratta di un ottimo strumento per distribuire notizie o veloci comunicazioni. A differenza di Facebook, Twitter si basa sul concetto \u201cunidirezionale\u201d del \u201cseguire\u201d o \u201cfolloware\u201d (neologismo infelice ma popolare). Nella pratica, un utente pu\u00f2 decidere di seguire, appunto, un altro utente ricevendo tutti i messaggi da questi inviati, senza che sia necessaria alcuna \u201creciprocit\u00e0\u201d.<br \/>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Linkedln&nbsp;<\/strong><strong><u>(<\/u><a href=\"http:\/\/www.linkedin.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.linkedin.com\/<\/a><\/strong><strong>)<\/strong><\/div>\n<div>\u00c8 un business social network nato nel 2003 che originariamente si limitava ad ospitare il <em>curriculum vitae<\/em> dei propri iscritti, ma che oggi consente agli utenti di: trovare o cambiare lavoro, avviare un nuovo business, discutere di temi professionali. Un aspetto interessante di questo social network \u00e8 il suo essere \u201cgated access\u201d, per cui per connettersi ad un\u2019altra persona serve o una preesistente relazione da dichiarare, oppure l\u2019intervento di una terza persona, contatto di entrambi. Questo sistema, se da un lato rallenta la crescita delle connessioni, dall\u2019altro aumenta la fiducia tra i membri.<br \/><strong><br \/>YouTube<\/strong>&nbsp;<strong><u>(<\/u><\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.youtube.com\/<\/a><\/strong><strong>)<\/strong><\/div>\n<div>\u00c8 un servizio di condivisione di filmati e video nato nel 2005, la cui funzione tuttavia \u00e8 pi\u00f9 centrate nel pubblicare e gestire contenuti video in un contesto sociale che agevolare la gestione di relazioni sociali. Ciononostante, tale servizio possiede molte delle caratteristiche tipiche dei social network.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Flickr<\/strong>&nbsp;<strong><u>(<\/u><\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.flickr.com\/<\/a><\/strong><strong>)<\/strong><\/div>\n<div>\u00c8 il sito di riferimento online per gli appassionati di fotografia che ha saputo creare negli anni un patrimonio straordinario di immagini. Avere un account su Flickr consente alle persone interessate (anche aziende) di rendere \u201csocializzabili\u201d le proprie foto attraverso opinioni, partecipazioni e condivisioni. Flickr possiede altres\u00ec un programma denominato \u201cThe Commons\u201d <strong>(<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/commons\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.flickr.com\/commons<\/a><\/strong><strong>)<\/strong> che valorizza i patrimoni fotografici di enti, musei e istituzioni culturali. Commons \u00e8 un modo eccellente per riversare su web tutto quel materiale fotografico che, altrimenti, rischierebbe di rimanere pressoch\u00e9 sconosciuto.<br \/><strong><br \/>Perch\u00e9 sono diffusi e perch\u00e9 vale la pena di occuparsene?<\/p>\n<p><\/strong>L&#8217; errore pi\u00f9 grave che si possa compiere, nell\u2019approcciarsi con tono critico al fenomeno dei social network, \u00e8 quello di considerarli un fenomeno di moda, per lo pi\u00f9 adatto ai giovani, ma passeggero come tutte le mode giovanili.<\/div>\n<div>Nulla di pi\u00f9 sbagliato. Le reti sociali sono vecchie quanto l\u2019uomo, e consistono in quella fitta ramificazione di rapporti che ciascun individuo si costruisce, nel corso della propria vita, attraverso la propria adesione a vari gruppi (lavoro, scuola, amicizie, sport, hobby, ecc.).<br \/>Gi\u00e0 Aristotele, nel IV secolo A.C., scriveva che &#8220;l\u2019uomo \u00e8 un animale sociale&#8221;, ma i veri teorizzatori dei social network, nel senso pi\u00f9 moderno del termine, sono Frigyes Karinthy (poeta ungherese 1887-1938) e Stanley Milgram (psicologo statunitense 1933-1984).<br \/>Al primo si deve il merito di aver per primo esposto la c.d. &#8220;teoria dei 6 gradi di separazione&#8221; o &#8220;teoria del piccolo mondo&#8221;.<br \/>Al secondo, invece, si deve il merito di averne dimostrato (gi\u00e0 nel lontano 1967) la&nbsp;fondatezza, grazie ad un esperimento condotto presso l\u2019Universit\u00e0 di Harvard.<br \/>Scopo dell&#8217;esperimento era quello di capire il grado di possibilit\u00e0 che due persone, selezionate a caso, si conoscessero. La tesi da dimostrare era che la popolazione statunitense fosse &#8211; appunto &#8211; una \u201crete sociale\u201d.<br \/>Milgram individu\u00f2 casualmente un gruppo di americani del Midwest e chiese loro di recapitare un pacchetto a un estraneo che abitava nel Massachusetts, quindi a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva il nome del destinatario, il suo impiego, e la zona in cui risiedeva, ma non l&#8217;indirizzo preciso. Fu quindi chiesto a ciascuno dei partecipanti all&#8217;esperimento di mandare il proprio pacchetto direttamente al destinatario (se conosciuto), oppure ad una persona da loro conosciuta, che, a loro giudizio, poteva avere il maggior numero di possibilit\u00e0 di conoscere il destinatario finale. Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e cos\u00ec via, fino a che il pacchetto, passando di mano in mano, non fosse stato personalmente consegnato al destinatario finale. <br \/>Quando i pacchetti giungevano a destinazione sarebbe stato possibile ricomporre il percorso compiuto da essi e &#8211; quindi &#8211; conoscere le relazioni tra le persone che li avevano trasportati.<br \/>I promotori dello studio si aspettavano che il completamento della catena avrebbe richiesto perlomeno un centinaio di intermediari, mentre invece si rilev\u00f2 che i pacchetti, per giungere al destinatario, richiesero in media solo tra i cinque e i sette passaggi. Da ci\u00f2 l&#8217;espressione: &#8220;sei gradi di separazione&#8221;.<br \/>Su tali basi si fondano oggi i social network che noi conosciamo, i quali, quindi, non hanno inventato proprio nulla. Hanno solo riprodotto nel mondo \u201cdigitale&#8221; ci\u00f2 che da tempo sperimentiamo, pratichiamo ed utilizziamo &#8211; quasi senza saperlo &#8211; quotidianamente nel mondo \u201creale\u201d: la nostra rete di conoscenze.<\/p>\n<p><strong>A cosa servono i social network?<\/p>\n<p><\/strong>Molti pensano che servizi come Facebook o Twitter servano solo per condividere le foto delle vacanze,&nbsp;crearsi una vetrina in rete, scrivere al mondo i propri pensieri oppure soddisfare la propria voglia di protagonismo.<\/p>\n<div>In verit\u00e0, servono soprattutto ad una cosa: comunicare.<br \/>Focalizzarsi sui contenuti e non sullo strumento \u00e8 sempre riduttivo. Sarebbe come dire che, poich\u00e9 la maggior parte degli SMS viene usata per scambiarsi gli auguri, allora gli SMS servono solo a quello.<br \/>E\u2019 evidente, invece, che i social network sono uno strumento eccezionale per la comunicazione &#8220;uno a molti\u201d.<br \/>Tutti noi conosciamo bene cosa siano gli SMS, ed anche cosa sia la posta elettronica. Si tratta &#8211; in entrambi i casi &#8211; di sistemi di comunicazione \u201cuno ad uno\u201d nei quali, cio\u00e8, un interlocutore invia una comunicazione ad un solo destinatario.<br \/>Il fatto che i nostri telefonini o i software di gestione della posta elettronica si siano evoluti, consentendoci di inviare lo stesso messaggio a pi\u00f9 persone, non elimina il fatto che &#8211; in concreto &#8211; si tratti di tanti singoli messaggi che vanno da un unico mittente ad un unico destinatario.<br \/>Servizi come Twitter e Facebook, invece, consentono lo sviluppo di una comunicazione \u201cuno a molti\u201d, tramite la quale un soggetto invia un\u2019unica comunicazione potenzialmente ad un numero pi\u00f9 o meno indefinito di soggetti, spesso \u201cimprevedibile&#8221; anche per lo stesso mittente.<br \/>Una simile forma di comunicazione ha, con tutta evidenza, potenzialit\u00e0 enormi.<br \/>Se, infatti, ripensiamo alla teoria dei 6 gradi di separazione, allora \u00e8 facile comprendere che l\u2019invio di un messaggio ad una propria cerchia di conoscenti, attribuendo ed essi la facolt\u00e0 di &#8220;rilanciarlo, diffonderlo o condividerlo\u201d con altri, consentir\u00e0 di ottenere in breve tempo una diffusione enorme del messaggio stesso, attraverso il suo passaggio da una cerchia all&#8217;altra.<\/p>\n<p><strong>Il giurista al tempo dei social network<\/p>\n<p><\/strong>Dubitare del fatto che i social network debbano oggi interessare ad un giurista sarebbe come decidere di non prendere in considerazione il computer solo perch\u00e9 la macchina da scrivere funziona ancora bene.<\/p>\n<div>Ma non solo. Un giurista dovrebbe essere tra i primi soggetti interessati ad un simile fenomeno sociale.<br \/>Egli infatti, non dovrebbe esserne attratto solo in quanto potenziale utilizzatore, ma addirittura come studioso.<br \/>Del resto, come ci \u00e8 sempre stato insegnato, il diritto \u00e8 quell\u2019insieme di principi e regole di comportamento che i membri di una comunit\u00e0 si danno, e sui quali intendono fondare le proprie relazioni sociali.<br \/>Se, dunque, non esiste il \u201cdiritto\u201d senza un comportamento sociale da regolamentare, \u00e8 vero anche che qualunque fenomeno sociale <br \/>prima o poi presenta anche problematiche giuridiche da dover disciplinare, regolamentare, contrattualizzare. Pensiamo solo a quanto possa rivelarsi delicata la disciplina di questioni quali la privacy, i rapporti internazionali, le problematiche ereditarie, quando queste hanno ad oggetto non la nostra vita &#8220;reale&#8221;, ma quella &#8220;digitale&#8221;.<br \/>Le potenzialit\u00e0, quindi, dei social network, per un giurista, sono enormi. <br \/>E non solo come strumento, ma anche come fonte del proprio lavoro.<strong><br \/><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&quot;Il computer non \u00e8 una macchina intelligente che aiuta le persone stupide,&nbsp;anzi \u00e8 una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti.&quot; Umberto Eco, Come scrivere una tesi di laurea con il personal computer, 1986 (prefazione)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_editorskit_title_hidden":false,"_editorskit_reading_time":0,"_editorskit_is_block_options_detached":false,"_editorskit_block_options_position":"{}","footnotes":""},"categories":[203],"tags":[413],"class_list":["post-5176","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di","tag-newsletter-infonews-del-25-03-2014-n-1"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5176"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5176"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5176\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5683,"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5176\/revisions\/5683"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5176"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5176"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.infonews.notartel.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}