Mercoledì, 24 Luglio 2024
Tradizione e innovazione

Non c’è dubbio che la tecnologia negli ultimi vent’anni ha notevolmente trasformato la professione notarile definendone un sostanziale riposizionamento nella realtà civile e professionale. 

La rapida evoluzione degli strumenti informatici e la loro altrettanto rapida adozione nella quotidianità degli studi notarili, hanno rivoluzionato il modo di lavorare e rimodellato la nostra organizzazione.
La prima pietra miliare di questa evoluzione è stata posta con l’adozione della firma digitale. Dal 2002 ad oggi, essa ha aperto la strada ad una serie innumerevole di impieghi, probabilmente all’inizio neanche immaginati. Ha consentito un utilizzo sicuro del documento informatico in un ambiente intrinsecamente insicuro quale quello della rete. Le trasmissioni telematiche degli adempimenti ai pubblici registri sono state naturalmente il primo sviluppo, ma non dimentichiamo che ad oggi la firma digitale è utilizzata per le pubblicazioni in Gazzetta Ufficiale, per le segnalazioni antiriciclaggio (sotto forma di cifratura) e per tutta la gestione della parte che ci riguarda del Processo Civile Telematico. Ma si tratta sempre e comunque di attività consequenziali o collaterali.
La possibilità di utilizzare modalità elettroniche per la stipula era già stata considerata in uno Studio del Consiglio Nazionale del Notariato del 2006. Dal punto di vista legislativo, la scrittura privata autenticata era già prevista nel Codice dell’Amministrazione Digitale. Il legislatore successivo non si è discostato dalla linea immaginata dal notariato riformando nel 2010 la Legge Notarile con l’inserimento dell’atto pubblico informatico. Unica eccezione al momento è quella dei contratti di appalto pubblico, che devono rivestire la forma dell’atto pubblico informatico a pena di nullità e essere messi in conservazione presso il sistema del Consiglio Nazionale del Notariato.
Ciò che ha reso fino ad oggi la stipula con modalità informatiche una semplice eccezione è stata una combinazione di fattori tecnici e sociali. In primo luogo, le varie firme digitali spesso necessitano di applicativi particolari per il loro utilizzo e non sempre quelle fornite dai vari certificatori sono compatibili l’una con l’altra. In secondo luogo, la firma digitale è uno strumento tuttora alieno alla maggior parte della società civile e molti, pur essendone dotati, non sono ansiosi di utilizzarla.
Con il rilascio di iStrumentum, il nuovo software del notariato per l’atto digitale, sia con firma digitale che con firma grafometrica, sarà possibile utilizzare modalità elettroniche anche per la stipula senza tutte le difficoltà cui si è accennato. Esso introduce due importanti innovazioni: l’acquisizione digitale della firma autografa (o firma grafometrica) e la possibilità di stipulare una scrittura privata autenticata. 
La firma grafometrica avvicinerà al documento informatico tutti coloro che sono sprovvisti di firma digitale e l’autentica consentirà a più notai di ricevere firme di una stessa scrittura privata.
Ma iStrumentum non è solo questo: il suo reale potenziale sta nel fatto che riunisce e fascicola tutti gli elementi che formano un atto notarile in una struttura informatica standard e leggibile nel tempo, tale da confermare il notariato tra le professioni leader nell’utilizzo delle tecnologie digitali al servizio di tutti.